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NewsParità di genere2 min di lettura

Certificazione della parità di genere: cosa cambia con le FAQ 2026

La UNI/PdR 125:2022 resta invariata, ma gli indirizzi applicativi pubblicati da UNI e Accredia incidono su come viene valutata in audit.

Chi ha in corso un percorso di certificazione della parità di genere si è trovato davanti una novità che è facile sottovalutare: la pubblicazione delle FAQ UNI/PdR 125, edizione 2026.

Il punto da chiarire subito: la prassi di riferimento UNI/PdR 125:2022 non è stata modificata, e resta formalmente quella. Le FAQ sono un insieme di indirizzi applicativi ufficiali di UNI e Accredia, e incidono direttamente sul modo in cui la certificazione viene valutata in sede di audit. In pratica: la regola è la stessa, l'asticella dell'evidenza si è spostata.

Perché conta

Un sistema di gestione per la parità di genere si costruisce su indicatori (KPI) distribuiti su sei aree: cultura e strategia, governance, processi HR, opportunità di crescita, equità remunerativa, tutela della genitorialità e conciliazione. Il punteggio complessivo deve raggiungere la soglia del 60 per cento.

Il margine di interpretazione su come si misura un indicatore e su quali evidenze siano sufficienti è sempre stato l'aspetto più delicato del percorso. Gli indirizzi applicativi riducono quel margine, e questo è positivo per chi lavora bene: rende il risultato dell'audit meno dipendente dall'organismo che lo conduce.

Lo sgravio contributivo

Alla certificazione è legato un esonero dal versamento dei contributi previdenziali a carico del datore di lavoro fino all'1 per cento, nel limite massimo di 50.000 euro annui per ciascun beneficiario.

La finestra per le certificazioni conseguite entro il 31 dicembre 2025 si è chiusa il 30 aprile 2026. Chi ottiene la certificazione nel corso del 2026 dovrà presentare istanza nella finestra successiva: vale la pena presidiarne l'apertura, perché sono termini perentori e la domanda non è recuperabile a scadenza superata.

Non è solo un beneficio contributivo

Vale la pena ricordare che la certificazione produce effetti oltre lo sgravio: premialità nei bandi pubblici e nell'accesso ad alcune agevolazioni, e un peso crescente nelle valutazioni di filiera, dove è sempre più spesso un requisito richiesto dai committenti.

Per le aziende sopra i 50 dipendenti si aggiunge il rapporto biennale sulla situazione del personale maschile e femminile, un adempimento distinto ma che attinge agli stessi dati: chi ha già strutturato la raccolta per la certificazione arriva alla scadenza con il lavoro quasi fatto.

Accompagniamo le aziende lungo tutto il percorso, dall'analisi di posizionamento all'audit. Vediamo a che punto sei.